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Psicologia archetipica ed Elia

Il protagonista di "Precursori", feuilleton a puntate che comincia qui, si chiama Eliyahu, ed Eliyahu fu il nome ebraico che scelsi in uno sfortunato tentativo di convertirmi all'ebraismo riformato.

Scelsi quel nome perché fui un tempo un terziario carmelitano, e gli ordini del Carmelo si richiamano al profeta Elia - hanno una storia molto affascinante, ma non ve la ricapitolo ora.

Credo che la miglior descrizione di Elia la dia egli stesso in 1 Re 19:10:

«Io sono stato mosso da una grande gelosia per il SIGNORE, per il Dio degli eserciti, perché i figli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, hanno demolito i tuoi altari, e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti; sono rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita».

La parola “patto” qui traduce l’ebraico “berit”, ed il “berit” per eccellenza è la circoncisione. Ed infatti in ebraico postbiblico “berit” vuol dire anche “cazzo”.

Sono purtroppo obbligato a considerare difetto quello che la tradizione ebraica considera gran pregio, cioè la strenua difesa della circoncisione, perché essa ha premesse simili a quelle della transfobia.

L’ebreo maschio che non si circoncide manca al dovere di acquisire un’anatomia corrispondente al proprio ruolo sociale; ed il padre ebreo che non circoncide il figlio lo mette in una situazione simile a quella dell’intersessuale che non riceve una chirurgia “correttiva”.

Il paragone con l’intersessualità non è peregrino: un antico midrash mostra Curzio Rufo che non solo tiene per anni in dura prigione rav Aqiva (che poi verrà giustiziato tra atroci tormenti), lesinandogli pure l’acqua, ma lo provoca pure chiedendogli perché mai gli ebrei non mantengono il pene nel suo stato naturale, anziché circonciderlo.

Ed Aqiva ribatte prima impulsivamente chiedendo a Curzio Rufo perché gli hanno tolto il cordone ombelicale, se le cose devono restare nel loro stato naturale, e poi argomenta che l’uomo deve perfezionare l’opera divina – Dio crea le messi, ma tocca all’uomo trasformarle in pane; Dio crea il lino, ma è l’uomo che ne fa delle vesti.

Il pene “chiuso” è imperfetto, conclude Aqiva, occorre circonciderlo. Cosa dicono i medici che operano i bambini intersessuali?

In questo c’è anche dell’“abilismo”: la circoncisione è di per sé un’operazione semplice, ma chi soffre di emofilia rischia di avere un’emorragia incontrollabile, tant’è vero che Maimonide stabilì che chi aveva perso già due figli al momento della circoncisione, era esentato dal circoncidere il terzo ed i successivi.

Inoltre, la circoncisione riduce la sensibilità del membro, ed ultimamente capita spesso di trovare anche maschietti che soffrono di “anorgasmia coitale”. Ci sono donne che apprezzano questo “tempo supplementare” concesso loro, ed altre che scoprono che si può durare TROPPO a letto. Per non parlare delle complicazioni che nascono se l’uomo vuole diventare padre – si rischia di dover ricorrere ai metodi usati dagli allevatori di tori e stalloni. Circoncidere un uomo che soffre di questo tipo di anorgasmia significa rischiare di renderla irrimediabile.

Gli ebrei ortodossi dicono: se non si può circoncidere un maschio per motivi medici, noi all’ebraismo non lo convertiamo – e si rendono così rei di “abilismo”; gli ebrei riformati esigono una certificazione medica (anche psichiatrica, se del caso) per concedere eccezioni alla norma – ed un* militante trans si chiede perché occorre che i propri genitali siano conformi ad una norma, alla quale solo l’establishment medico può concedere eccezioni.

Gli ebrei umanisti (ora sono uno di loro) l’hanno invece capita – a loro basta avere un’identità ebraica, non è necessario per loro adeguare ad essa l’anatomia.

Qual è il dio greco che stabilisce la forma canonica di ogni cosa? Apollo! Ed i corvi che nutrono Elia (1 Re 17:6) sono nella mitologia greca sacri ad Apollo.

Ma Elia dà e toglie la pioggia (1 Re 17:1), quindi in lui è evidente anche l'archetipo di Zeus, il quale si manifesta anche quando un fuoco celeste incenerisce gli uomini mandati a cercarlo (2 Re 1:10-14).

Ed anche Zeus ha i suoi oracoli - ma non si arrabbiava Zeus se uno si rivolgeva ad oracoli non suoi, contrariamente ad YHWH (2 Re 1:3-4); semmai, colpa che anche Zeus avrebbe considerato gravissima era l'aver fatto condannare a morte Nabot con false accuse per impadronirsi della sua vigna (1 Re 21).

Qui ci sarebbe da approfondire quanto Zeus somigli alle divinità del Vicino Oriente - come Ba'al Haddad, dio della tempesta di cui resta un'eco nel Salmo 29 - ma non lo posso fare qui.

Una cosa curiosa è il delicato rapporto di Elia con la vedova di Sarepta (1 Re 17:8-24): nella Bibbia, quando un uomo chiede ad una donna da bere, arriverà poi una proposta di matrimonio (da parte di lui personalmente, o per conto di chi lo ha inviato).

Elia fa eccezione, ma mantiene la donna e suo figlio in un tempo di grave carestia. Inevitabile chiedersi se ci sia stato qualcosa tra loro, ma il racconto non ne fornisce alcuna prova, e penso che Elia avrebbe sposato la vedova se questo fosse accaduto (il fatto che Elia avesse probabilmente già una moglie non sarebbe stato un ostacolo, essendo biblicamente consentita la poliginia).

La risurrezione dei morti, di cui sono capaci Elia ed il suo successore Eliseo, è nella mitologia greca potere di Asclepio, figlio di Apollo.

Abbiamo quindi tre archetipi: Apollo, Zeus, Asclepio.

Cambiando nome, da Eliyahu a Yona, ho scelto diversi archetipi ispiratori: Afrodite, Posidone, Ade.

Un miglioramento?

Raffaele Yona Ladu

Ebre* umanista gendervague

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