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Sfide sleali alla neurodiversità

Ultimamente mi sono trovato alle prese con due spiacevoli link su Facebook.

Il primo era di una donna che faceva appello alle sue congeneri perché non uscissero con gli uomini che non facevano spontaneamente i lavori di casa.

Il secondo era di un amico (sempre amico) che faceva l’elenco dei criteri per sgamare i “morti di figa infiltrati nelle associazioni LGBT”.

Il primo appello non lo ritrovo più, e lo devo riassumere sulla base dei miei ricordi.

Il motivo del contendere era questo: l’autrice argomentava, non senza ragione, che i lavori di casa non sono difficili solo da eseguire, ma anche da organizzare, e che un uomo non poteva pretendere che fosse sua moglie ad assumersi questo compito.

Secondo lei, l’uomo doveva fare i lavori di casa spontaneamente ogni volta che ne vedeva la necessità, senza bisogno di ricevere un ordine esplicito.

L’obbiettivo è ragionevole, ma la sfortuna vuole che sia oltre la portata di molte persone autistiche, e, ad onta di tutti i tentativi di colmare il diva…
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Microbiografia

Nacqui nel 1962, e mi scoprìi Aspie in modo molto strano: è più facile trovare appartenenti ad una “minoranza sessuale” tra le persone Asperger che tra i neurotipici, e non sappiamo ancora il perché. Nel mio caso, sono di “genere non conforme” – ho una sensibilità quasi femminea, ogni tanto fantastico di essere una donna anziché un uomo, e scrivo racconti (per adulti) in cui la protagonista è una donna trans – che viveva da uomo prima di adeguare parzialmente il suo corpo alla sua anima.


Leggendo in Internet, scoprii che persone simili a me (dette “genderqueer”) spesso meritano una diagnosi di Sindrome di Asperger (ed in questo caso sono dette “gendervague”), e feci un test introduttivo, che mi convinse ad entrare in contatto con la psicologa Mireya Moyano, che confermò che ero della “tribù”; successiva conferma me l’ha data lo psichiatra Leonardo Zoccante.


La mia infanzia è stata abbastanza tipica – isolamento sociale e bullismo, favorito anche da una grande ingenuità che talvolta s…

Obá, l’AsperOrixá

Mi spiace non poter descrivere in poche righe la religione Ifà praticata dagli Yoruba in Nigeria e Benin, e le religioni afro-latine che ne sono derivate, tra cui il Candomblé in Brasile, il Vudù ad Haiti, la Santerìa a Cuba; vi riferisco solo un loro mito, che riguarda l’Orixá (dio o dea) Obá; uso qui l’ortografia portoghese, per cui la “x” si legge “sc” come in “scena”.
Secondo il mito, l’Orixá Xangô aveva tre mogli: Obá, Iansã, ed Oxum; un detto inglese dice che il plurale di sposa è spezie, e ne fece le spese Obá. Oxum un giorno si coprì le orecchie con una bandana, e mise a bollire dentro una zuppa due funghi africani che somigliano tanto ad un padiglione auricolare; fece poi credere ad Obá che quei funghi fossero le sue stesse orecchie, e che la zuppa con quelle orecchie fosse il piatto preferito di Xangô.
L’ingenua Obá si lasciò ingannare, si mozzò l’orecchio come avrebbe fatto poi Van Gogh, e lo servì al marito dentro la zuppa. Xangô non apprezzò il piatto, e quando seppe c…

Su Matteo 13:44

Versione sintetica di questo post, nel quale interpreto in modo originale la parabola di Matteo 13:44 (versione Nuova Riveduta):
Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.

Una lettura superficiale della parabola fa pensare che "l'uomo" si sarebbe comportato in modo disonesto, ed i commentatori cercano in qualche modo di scusare questa disonestà, o di dire che Gesù approvava lo zelo, non il modo in cui si era espresso.
Dal punto di vista ebraico, però, una disonestà simile è inescusabile, perché è vietatissimo al compratore approfittare dell'ignoranza del venditore (e viceversa) - vedi Levitico 25:14, nonché la copiosa letteratura halakhica disponibile in rete (anche in inglese) sull'onaat mamon = frode pecuniaria.
Se veramente Gesù avesse raccontato una cosa del genere, e la si fosse potuta interpretare solo così, i suo…

Nudismo v. pornografia

Una domanda che imperversa in un gruppo nudista Facebook è se ci sarebbe la pornografia in una società in cui tutti fossimo nudi. Credo che la pornografia soddisfi due curiosità: 1) quella per il corpo nudo altrui; 2) quella per l'attività sessuale altrui. La prima curiosità, in una società in cui fossimo tutti nudi anche in pubblico, verrebbe immediatamente e completamente soddisfatta; la seconda no perché gli esseri umani preferiscono avere rapporti sessuali in privato. La pornografia non sparirebbe, quindi.

Coming out

ITA ENG Mi è stato cortesemente chiesto di rientrare nel gruppo WhatsApp della Chiesa Valdese di Verona (Italia), in quanto la mia condizione di “genderfluid” non è affatto incompatibile con la frequentazione del gruppo e della chiesa, pur essendo tutti consapevoli che io sono un ebreo umanista, apprezzo la Chiesa valdese, ed ho appoggiato mia moglie quando ha voluto essere confermata in essa, ma nel futuro prevedibile non intendo farne parte. I have been kindly asked to rejoin the WhatsApp group of the Waldensian Church in Verona (Italy), as my “genderfluid” condition is by no means incompatible with group membership and church attending, even though everybody is fully aware that I am a Humanistic Jew, I appreciate the Waldensian Church very much, I supported my wife when she wanted to be confirmed into it, but I am not joining it for the foreseeable future. Mi è stato chiesto inoltre di rendere testimonianza della mia condizione, in italiano ed in inglese, da…

Noè e Giona, arche e navi, midrashim e Gimbutas

Mi è arrivato il libro “Il linguaggio della Dea / Marija Gimbutas”, che dedica le pagine 246-249 a “La nave del rinnovamento”.
Nel mio commento archetipico a Giona avevo escluso rapporti tra questa figura e Dioniso. Devo ricredermi, ed il tramite mi pare proprio Noè.
Cominciamo a dimostrare che Gimbutas è pertinente al nostro discorso, e la prova ce la dà Rashi di Troyes (rav Shlomo Yitzchaqi, 1040-1105), il principe dei commentatori ebrei, che di Genesi 6:14:
“Fatti un'arca di legno di gofer [cipresso?]; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori.”
diede questo commento:
“Molti mezzi di sollievo e soccorso sono a Sua disposizione, e perché mai gli ordinò questa costruzione? Perché lo scorgesse la Generazione del Diluvio, occupato in questo per centovent’anni e gli chiedesse: ‘A che pro lo fai?’, e lui avrebbe risposto: ‘Dio Benedetto porterà un diluvio nel mondo’, e forse si sarebbero pentiti”.
E se si fossero pentiti, questo è il ragionamento di Rashi e degli…